Veloce come il vento

L’universo delle corse automobilistiche, una fotografia attenta, una colonna sonora che ti inchioda al divano, una storia vera e la voglia di riscatto sportivo e familiare: questi sono solo pochi ingredienti dello straordinario “Veloce come il vento”.


Veloce come il vento” è un film di Matteo Rovere, con Stefano Accorsi e Matilda de Angelis, prodotto da Fandango e da Rai Cinema e 01 Distribution; la fotografia è stata affidata a Michele d’Attanasio (già direttore della fotografia per il bellissimo “Lo chiamavano Jeeg Robot”) e le musiche a Andrea Farri (già collaboratore di Matteo Rovere in “Un gioco da ragazze” e “Gli sfiorati”).

 

La storia è ambientata in Emilia Romagna, terra di motori: Giulia de Martino è una giovanissima pilota che partecipa al prestigioso Campionato Italiano GT, ma, durante una delle prime gare, il padre viene a mancare. Al funerale si presenta il fratello maggiore Loris, un tempo pilota di talento, ma ora in balia della tossicodipendenza. Loris partecipa dal muretto alla prima gara di Giulia senza il padre e qui viene riconosciuto da molti: lui è “il Ballerino”, ex pilota di straordinario talento, ma dalla guida spericolata (da cui il cui soprannome). Scoperto che Giulia perderà la casa in caso di sconfitta nel campionato, Loris decide di aiutare la sorella: dapprima restìa, la giovane pilota si rende presto conto che l’esperienza del fratello può aiutarla considerevolmente per migliorarsi e quindi accetta la collaborazione. L’aiuto porta i suoi frutti: Giulia scala la classifica e si presenta come valida concorrente al titolo. Poiché la sua guida è diventata più efficace, le viene addirittura proposto di partecipare alla “Italian Race”, una gara clandestina dal ricchissimo premio, ma Giulia rifiuta, puntando al ben più legale campionato GT. Un infortunio accorso la sera prima dell’ultima (e decisiva) gara, però, le nega la partecipazione. Tra sfide sempre nuove ed ostacoli inaspettati, la vicenda famigliare si intreccia con l’adrenalina delle corse, con una fine per nulla banale o scontata.

Si è detto che il film è tratto da una storia vera: “il Ballerino” esiste veramente. Si tratta di Carlo Capone, classe 1957, campione di rally che vinse nel 1984 il Campionato Europeo con la scuderia Lancia. A causa di attriti di scuderia, Capone rilasciò diverse dichiarazioni polemiche nei confronti dei vertici Lancia, minacciando un passaggio al team Rothmans, e la Lancia decise di non rinnovare il rapporto con il pilota, nonostante la recente vittoria all’Europeo. Dopo questo episodio, Capone (anche per il carattere irrequieto, la dipendenza da sostanze stupefacenti, la vita sregolata e la conseguente nomea di “pilota difficile”) non riuscì più a trovare una scuderia disposta a farlo correre: già nel 1985, infatti, smise di partecipare a gare ufficiali. Alle difficoltà professionali si aggiunsero i drammi personali che minarono definitivamente il suo benessere psico-fisico: la tragica morte della figlia di pochi mesi e la separazione dalla moglie portarono Capone alla depressione. Oggi “il Ballerino” (così soprannominato per l’eleganza e la leggiadria con cui danzava fra le curve) vive in Piemonte, all'interno di una struttura che offre assistenza alle persone con patologie psichiatriche.

 


Veloce come il vento” è stato distribuito nelle sale cinematografiche a partire dal 7 aprile 2016 ed è stato letteralmente investito di premi: nel 2016 ha vinto, infatti, il Nastro d’Argento per il migliore attore protagonista e il miglior montaggio, il Ciak d’Oro per il miglior sonoro in presa diretta, il Taormina Film Fest ed il Premio Flaiano per la miglior attrice rivelazione; nel 2017 ha agguantato il David di Donatello per il miglior attore protagonista, miglior autore della fotografia, miglior montatore, miglior sonoro, migliori effetti digitali e miglior truccatore ed è stato candidato per il Globo d’Oro. Già solo per questi titoli dovrebbe essere visto, ma ci sono altri motivi per i quali debba essere gustato ed assaporato in più riprese: le sfide di Giulia in gara fanno da contraltare alla grande sfida che deve superare Loris per sconfiggere la tossicodipendenza, la faticosa consapevolezza che dietro ad ognuno c’è del buono e che ognuno può insegnare ed imparare qualcosa, in una rete di rapporti amichevoli o famigliari, la grandezza di un fratello che sa di rischiare la propria vita per salvare la sorella e, finalmente, riscattarsi ai suoi occhi.

 
“Veloce come il vento” è un film di corse, di benzina e di adrenalina, ma pone in luce anche la difficoltà dell’accettazione e la gara più grande: quella contro i propri demoni.

Assolutamente da vedere! Nel frattempo, gustatevi il trailer! https://www.youtube.com/watch?v=gBye1KgIblk

 

Fiamma Guerra

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